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Ristorante Terrazza San Tomaso – Storia di Porta San Tomaso

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Ristorante Terrazza San Tomaso – Storia di Porta San Tomaso

Porta San Tomaso, rivolta a Nord della città di Treviso, fu eretta sotto la podestà di Paolo Nani (doveva infatti chiamarsi “porta Nana”) ai primi del ’500 (1518).
Parrebbe sia opera di Gugliemo D’Alzano di Bergamo (Guglielmo Bergamasco) , anche se la storia non esclude l’intervento di marmorari provenienti da Venezia, in particolare i fratelli Lombardo. Il nome con cui è nota rimanda a una vicina chiesa dedicata a San Tommaso di Canterbury (Arcivescovo Cattolico inglese), andata però distrutta.

La storia di Porta San Tomaso

La storia anche se poco nota è precisa: il senato veneziano impose al podestà di Treviso di dedicare la porta all’arcivescovo di Canterbury San Tomaso Becket (nato a Londra ai primi del 1100, morto nel 1170 e canonizzato qualche anno dopo da Papa Alessandro III), ma Paolo Nani fece erigere sulla sommità della copertura la statua raffigurante l’apostolo suo omonimo San Paolo.
Nell’arco della sua storia il nome della porta cambiò: durante i moti risorgimentali divenne Porta Mazzini e mantenne questo nome anche per alcuni decenni dopo il 1900, finché non fu ripristinato quello attuale.

Curiosità

All’esterno sull’arco centrale, è riportata la scritta: Porta de San Thomaso, in dialetto veneto per le genti provenienti da fuori Treviso, per lo più contadini.

PortaSanTomaso_esterno

PortaSanTomaso_esterno

Sull’arco rivolto verso la città, la stessa scritta è riportata in lingua latina (Porta Sancti Thomae – Dominus custodiat introitum et exitum tuum) a rimarcare la differenza tra la cultura aristocratica del centro e la campagna.

PortaSanTomaso_interno

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